Il Ciclo O.S.I.A. – Agile Management & “Deep” Performance

1. OSSERVAZIONE e PREPARAZIONE

  • Analisi della richiesta: prima di scendere in profondità, serve conoscere la fonte di ossigeno e la strategia.
  • Check-up Diagnostico: Analisi della situazione di partenza e degli ostacoli (la “pressione” percepita).
  • Mappatura delle risorse: Interviste ai decision-maker per definire gli obiettivi di business (KPI) e di benessere (KBI – Key Behavioral Indicators).

DETTAGLIO DEL PARALLELISMO CON TUFFO IN APNEA (DA APPROFONDIRE NEL BLOG?): prima di un tuffo in apnea è fondamentale capire il proprio stato iniziale e individuare il target adeguato, così come in azienda bisogna individuare bene il punto di partenza (risorse e ostacoli) per definire l’obiettivo calzante (strategia di raggiungimento). 

Se il corpo e la mente non sono pronti, la sensazione di fatica e la voglia di abbandonare l’acqua per fame d’aria arrivano presto e in modo determinante, così come in azienda, se il team non è pronto, ogni fattore di cambiamento sarà ostacolato perché vissuto come minaccioso. 

Il lavoro di comprendere le proprie risorse e di visualizzare come verranno utilizzate predispone mente e corpo all’impegno necessario, allo stesso modo in azienda ciò è funzionale per allineare la direzione e l’intensità dello sforzo volto al cambiamento in tutte le persone coinvolte.

 

2. STRUTTURA (Pianificare il nuovo assetto)

Preparare l’”attrezzatura” mentale” e organizzativa.

  • Protocollo Su Misura: Progettazione di percorsi di intervento breve-strategico per i manager 
  • Definizione dei “Buddy”: Affiancamento ai manager per renderli sistemi di supporto che garantiscono la continuità e l’autonomia del cambiamento.
  • Mappatura delle competenze: quali gap di competenze da colmare

Ogni tuffo è a sè. Non si replica, si costruisce volta per volta. Allo stesso modo in azienda non ci sono soluzioni preconfezionate che si possono applicare, il nuovo assetto va definito su misura delle esigenze che emergono nella prima fase. 

Il compagno di tuffo (buddy) è fondamentale per la sicurezza in apnea così come, in azienda, i manager di domani saranno in grado di delegare creando fiducia e sicurezza nei collaboratori. 

In ogni gesto atletico ci sono margini di miglioramento, così come in ogni azienda il team ha un potenziale espresso e uno da coltivare.

 

3. IMMERSIONE NEL METODO (attuare i cambiamenti)

L’azione pratica in ambiente controllato ma sfidante.

  • Coaching On-the-Job: Supporto strategico-organizzativo ai manager mentre l’azienda affronta le sfide reali del business.
  • Piano formativo: attuazione del progetto formativo integrato sulle soft skills.
  • Workshop di Micro-Training: Sessioni agili (2-4 ore) sulla gestione dello stress attraverso l’ausilio del biofeedback e della respirazione consapevole.

Il ruolo dell’allenatore è di facilitare il miglioramento osservando l’atleta in allenamento e in gara, allo stesso modo il Coach affianca il manager che affronta le realtà organizzative e di mercato fornendo la lente attraverso cui ingrandire e comprendere in dettaglio i processi.

L’atteggiamento mentale, la self leadership e la gestione emotiva fanno la differenza tra apneista esordiente ed evoluto. Anche nel mondo del lavoro, ciò che differenzierà sempre di più le aziende evolute saranno le capacità del capitale umano di gestire la complessità di sè, degli altri e del mercato.

 In apnea, conoscere la respirazione permette di avere il carburante necessario alla prestazione, così come per le persone conoscere il proprio sistema nervoso autonomo e il ruolo della respirazione aiuta a gestire lo stress.

 

4. ANALISI EVOLUTIVA  (la riemersione e il debriefing)

Verificare i dati e stabilizzare i risultati.

  • Debriefing dei Risultati: Misurazione del miglioramento del clima e della produttività rispetto alla fase 1.
  • Stabilizzazione (Surface Interval): Consolidamento delle nuove abitudini per evitare il ritorno alle vecchie “zavorre”.
  • Pivot o Scala: Se i risultati sono raggiunti, si passa alla “quota” successiva (nuovo obiettivo aziendale).

Un modo di mantenere alta la motivazione in uno sport difficile come l’apnea è quello di avere feedback chiari sul proprio impegno. Ogni sforzo e investimento aziendale deve avere il suo ROI misurabile.

Se abbiamo creato la giusta confidenza con una distanza o una profondità in apnea, prima di passare a quella successiva è necessario consolidare il lavoro fatto per creare fiducia rispetto alle nuove capacità. Se il cambiamento desiderato viene mantenuto portando a risultati diventa parte della cultura organizzativa che sosterrà il futuro.

Quando la fiducia nelle proprie risorse ci permette di gestire il tuffo in controllo anche al variare delle condizioni esterne, possiamo passare alla quota successiva. Quando in un’azienda un progetto ha avuto successo e le risorse coinvolte ne hanno consolidato gli effetti, è naturale essere coinvolti in nuova progettualità.

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